CONTRIBUENTI MINORI: le chance di apertura

Chi inizia un’attività ha tre possibilità di scelta per il regime di contabilità da adottare: regime delle nuove iniziative produttive, nuovo regime dei minori, regime normale (ordinario o semplificato). La scelta si basa su una valutazione di convenienza fiscale; i parametri da esaminare sono: regime delle nuove iniziative (valido per i primi tre anni di attività) imposta sostitutiva pari al 10% per entrate pari a Euro 30.987,41 riferite a prestazioni di servizi, e Euro 61.974,83 per cessioni di beni; regime dei minori 20%; la deducibilità dei contributi previdenziali (no nel primo, sì nel secondo), l’imposizione IRAP (no nel primo, sì nel secondo). Ed ancora non imponibilità IVA ed assoggettamento agli studi di settore per il regime dei minimi. Si sottolinea il contenuto della circolare 7/E del 28 gennaio (Agenzia delle Entrate), che specifica le modalità operative per i passaggi da un regime all’altro: si può transitare dal regime delle nuove iniziative produttive a quello dei minimi, non da quello dei minimi a quello delle nuove iniziative.


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Chi inizia un’attività ha tre possibilità di scelta per il regime di contabilità da adottare: regime delle nuove iniziative produttive, nuovo regime dei minori, regime normale (ordinario o semplificato). La scelta si basa su una valutazione di convenienza fiscale; i parametri da esaminare sono: regime delle nuove iniziative (valido per i primi tre anni di attività) imposta sostitutiva pari al 10% per entrate pari a Euro 30.987,41 riferite a prestazioni di servizi, e Euro 61.974,83 per cessioni di beni; regime dei minori 20%; la deducibilità dei contributi previdenziali (no nel primo, sì nel secondo), l’imposizione IRAP (no nel primo, sì nel secondo). Ed ancora non imponibilità IVA ed assoggettamento agli studi di settore per il regime dei minimi. Si sottolinea il contenuto della circolare 7/E del 28 gennaio (Agenzia delle Entrate), che specifica le modalità operative per i passaggi da un regime all’altro: si può transitare dal regime delle nuove iniziative produttive a quello dei minimi, non da quello dei minimi a quello delle nuove iniziative.


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Chi inizia un’attività ha tre possibilità di scelta per il regime di contabilità da adottare: regime delle nuove iniziative produttive, nuovo regime dei minori, regime normale (ordinario o semplificato). La scelta si basa su una valutazione di convenienza fiscale; i parametri da esaminare sono: regime delle nuove iniziative (valido per i primi tre anni di attività) imposta sostitutiva pari al 10% per entrate pari a Euro 30.987,41 riferite a prestazioni di servizi, e Euro 61.974,83 per cessioni di beni; regime dei minori 20%; la deducibilità dei contributi previdenziali (no nel primo, sì nel secondo), l’imposizione IRAP (no nel primo, sì nel secondo). Ed ancora non imponibilità IVA ed assoggettamento agli studi di settore per il regime dei minimi. Si sottolinea il contenuto della circolare 7/E del 28 gennaio (Agenzia delle Entrate), che specifica le modalità operative per i passaggi da un regime all’altro: si può transitare dal regime delle nuove iniziative produttive a quello dei minimi, non da quello dei minimi a quello delle nuove iniziative.


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