CONDOMINIO: se il bilancio è passivo il disavanzo non è un credito dell’amministratore


La Corte di cassazione con la sentenza n. 10153/2011 si esprime in materia di condominio. Un bilancio condominiale passivo non significa che via sia un corrispondente credito da parte dell’amministratore. Per l’approvazione del rendiconto non sono necessarie particolari formalità però la contabilità deve essere chiara nelle voci di entrata e di spesa; l’approvazione di singole partite deve essere specifica, formare oggetto di espresso esame e manifesta dichiarazione di volontà da parte dell’assemblea. Non basta perciò la via deduttiva per ritenere che la differenza tra entrate ed uscite sia un credito che possa essere vantato dall’amministratore, magari per versamento di denaro.


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CONDOMINIO: se il bilancio è passivo il disavanzo non è un credito dell’amministratore


La Corte di cassazione con la sentenza n. 10153/2011 si esprime in materia di condominio. Un bilancio condominiale passivo non significa che via sia un corrispondente credito da parte dell’amministratore. Per l’approvazione del rendiconto non sono necessarie particolari formalità però la contabilità deve essere chiara nelle voci di entrata e di spesa; l’approvazione di singole partite deve essere specifica, formare oggetto di espresso esame e manifesta dichiarazione di volontà da parte dell’assemblea. Non basta perciò la via deduttiva per ritenere che la differenza tra entrate ed uscite sia un credito che possa essere vantato dall’amministratore, magari per versamento di denaro.


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