COMMISSIONI TRIBUTARIE: il redditometro non vale come strumento di accertamento se sono presenti redditi del coniuge

In seguito ad un ricorso presentato da un contribuente alla Ctp di Isernia, la Commissione ha stabilito (sentenza 134/2/10) che il redditometro non vale come accertamento, se alla capacità contributiva del contribuente si aggiunge il contributo finanziario fornito dalla moglie e dagli altri componenti familiari, nonché le sopravvenienze attive di depositi bancari. Ad un contribuente era stato notificato un avviso di accertamento con il quale si contestavano maggiori redditi facendo ricorso al redditometro. L’Amministrazione sosteneva che la richiesta era giustificata dalla valenza induttiva di elementi e circostanze di fatto certi, tali da far presumere l’esistenza di redditi occultati. Per la Ctp la documentazione depositata dimostrava che alcuni beni, quali le autovetture, non appartenevano al contribuente ed altri risultavano ancora nella disponibilità di terzi con la conseguenza che non potevano concorrere ad incrementare il reddito. Era inoltre presente un notevole contributo economico fornito dal coniuge e dagli altri familiari. Tutte ragioni che costituivano prova documentata e certa esaustiva della capacità contributiva utile alla gestione aziendale, che hanno indotto la Ctp ad accogliere il ricorso del contribuente dando per soccombente l’Amministrazione.


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