CIRCOLARI: la n. 47/E dell’Agenzia delle Entrate sul ravvedimento operoso


Una nuova problematica si ravvisa nella circolare citata al riguardo del ravvedimento operoso: il contribuente che paga in ritardo le imposte dell’anno precedente avvalendosi del ravvedimento deve anche considerare il ravvedimento stesso a carico degli acconti per l’anno seguente. Secondo l’Agenzia l’integrazione della dichiarazione nell’anno successivo deve anche tener conto degli insufficienti versamenti di acconto effettuati con il metodo storico. Questa risposta porta una contraddizione di base: non è in linea con il dettato normativo del ravvedimento che sana la violazione originaria; l’Ufficio, se non viene effettuato il ravvedimento, in caso di dichiarazione infedele, “punisce” questa violazione, e non gli acconti insufficienti, in ottemperanza al dettato dell’art. 13 DL 471/1997 che prevede una sanzione del 30% solo per il mancato o insufficiente versamento dell’importo determinato originariamente in sede di acconto.


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