CIGO: chiarimenti interpretativi e applicativi

L’INPS, con messaggio n.1856 del 3 maggio 2017, ha fornito chiarimenti in merito ai presupposti interpretativi e applicativi riguardo la concessione dei trattamenti di CIGO. Con la soppressione delle locali commisioni provinciali e con la definizione delle fattispecie che integrano le causali di CIGO nel DM n.95442/2016 si sono poste le basi per la realizzazione di importanti obiettivi: la definizione di criteri valutativi conformi alla legge e uniformi su tutto il territorio nazionale che garantiscono un procedimento veloce e standardizzato. In tutte le ipotesi in cui si ritenga di dover rigettare la domanda di CIGO per carenza di elementi valutativi, è necessario attivare la procedura di cui all’art.11, co.2, DM n.95442/2016. La sede competente dovrà chiedere all’azienda, fornendo un termine di 15 gg, ogni elemento necessario al completamento dell’istruttoria. Nel caso risulti comunque necessario emanare un provvedimento di reiezione, bisognerà indicare nel provvedimento l’avvenuta attivazione della predetta ulteriore fase istruttoria. Nel caso in cui l’attività lavorativa riprenda nel periodo intercorrente tra la presentazione della domanda CIGO e l’adozione del provvedimento decisorio, si deve ritenere oggettivamente provato il requisito della transitorietà. L’avvenuta ripresa dell’attività lavorativa sana di fatto anche l’eventuale carenza nell’istanza di elementi probatori. Per le istanze di CIGO con causale “mancanza di lavoro o commesse”, l’avvenuto conseguimento di nuovi ordinativi/commesse costituisce uno degli indici che denotano la possibilità di ripresa dell’azienda, ma non deve essere l’unico elemento della valutazione.


Partecipa alla discussione sul forum.