CHIARIMENTI: il recesso del coniuge nell’impresa familiare

In capo alla disciplina dell’impresa familiare, ex art. 230bis C.C., la liquidazione delle somme versate al coniuge che recede dall’impresa rientrano nella sfera personale dei soggetti del rapporto e, pertanto, non è riconducibile a nessuna delle categorie reddituali previste dal D.P.R. 917/1986.
Tali importi non vanno assoggettati ad IRPEF in capo al soggetto percipiente e non sono deducibili dal reddito d’impresa, non rilevando quale componente negativo mancando il requisito dell’inerenza previsto dall’art. 109, c. 5, D.P.R. 917/1986. L’impresa familiare ha natura individuale, la partecipazione del familiare agli utili dell’impresa ha una rilevanza meramente interna, il fondamento dell’istituto va ravvisato nella solidarietà che risiede nei rapporti familiari e nell’esigenza di tutelare e valorizzare il lavoro prestato dai componenti della famiglia nell’impresa (risoluzione Agenzia delle Entrate 176/2008).


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