CFC: interpello da presentare

Per la disapplicazione della tassazione per trasparenza dei redditi prodotti da controllate o collegate ubicate in Paesi a fiscalità privilegiata, è necessario presentare un interpello. L’obbligo, con le modifiche apportate dal 2010 (circolare Agenzia Entrate 51/E), potrebbe interessare una vasta platea di imprese, comprese quelle che hanno già inviato l’istanza per il 2010 ottenendo il parere positivo dell’Agenzia. Occorre prestare particolare attenzione all’esimente su cui si è basato l’interpello e sulle prove fornite al riguardo. I possibili comportamenti che le imprese dovranno adottare per il 2011 dipendono dalla condotta tenuta per il 2010 (presentato o meno interpello) e dall’eventuale risposta data (positiva o negativa). Se si è presentato interpello e questo ha avuto esito positivo, occorre verificare il tipo di esimente dimostrata. Se, infatti, si è optato per la prova della localizzazione ed il responso è stato favorevole, rimarrà valido anche per il 2011 ed esercizi seguenti, sempre che  non si siano modificati gli elementi addotti da cui è derivata la risposta. Se l’istanza è stata, invece, presentata avvalendosi dell’esimente dell’effettività e radicamento economico a causa della nuova presunzione inserita, sempre dal 2010, al comma 5-bis dell’articolo 167 del TUIR, la verifica del superamento della soglia deve essere effettuata di anno in anno a prescindere dal fatto che il contribuente abbia già ottenuto parere favorevole alla disapplicazione della disciplina Cfc.


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