Cessioni d’azienda: sull’avviamento il giudice può basarsi sulla perizia di parte


Poiché i criteri forfetari impiegati dall’ufficio delle Entrate per determinare l’avviamento non sono vincolanti, il giudice tributario può decidere di non tenerne conto (non deve, quindi, adeguarsi ad essi) e, se fornisce l’adeguata motivazione, può fondare la sua decisione su una perizia di parte presentata dal contribuente anche se contestata dall’Amministrazione finanziaria.

Ciò secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26550 del 12 dicembre 2011 che trae origine dal maggiore valore contestato dalle Entrate a seguito della cessione di un ramo d’azienda tra due imprese.


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Cessioni d’azienda: sull’avviamento il giudice può basarsi sulla perizia di parte


Poiché i criteri forfetari impiegati dall’ufficio delle Entrate per determinare l’avviamento non sono vincolanti, il giudice tributario può decidere di non tenerne conto (non deve, quindi, adeguarsi ad essi) e, se fornisce l’adeguata motivazione, può fondare la sua decisione su una perizia di parte presentata dal contribuente anche se contestata dall’Amministrazione finanziaria.

Ciò secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26550 del 12 dicembre 2011 che trae origine dal maggiore valore contestato dalle Entrate a seguito della cessione di un ramo d’azienda tra due imprese.


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