Cedolare secca “mancata”? remissione in bonis


Il 30 settembre è il termine ultimo per i vari adempimenti mancati. La soluzione si chiama “remissione in bonis”, introdotta dall’articolo 2, comma 1, del Dl 16/2012, consente di rimediare alle conseguenze di piccole disattenzioni relative ad adempimenti formali non eseguiti alle naturali scadenze; il tutto, versando una sanzione minima di 250 euro. La disciplina interessa formalità non evase in tempo, come ad esempio la mancata trasmissione dell’“opzione per il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali”, entro il 31 dicembre 2015, da parte dei titolari di reddito d’impresa, che intendono optare per il regime fiscale agevolato “patent box” per il 2015, o l’omessa presentazione, nel termine del 16 febbraio 2016, di Iva 26 dedicato agli enti e alle società controllanti che vogliono aderire al regime di liquidazione e versamento dell’Iva di gruppo per l’anno 2016, in alcuni casi, anche l’intempestiva presentazione del modello Rli per la scelta della cedolare secca.

 


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