Cassazione: valido l’accertamento sintetico a carico del coniuge che ha acquistato l’immobile in comunione

La Corte di Cassazione – sentenza n.17806 del 19 luglio 2017 – ha ritenuto valido l’accertamento sintetico effettuato a carico di una contribuente relativamente al versamento di Irpef e Ilor in relazione ad un immobile acquistato molti anni prima. La contribuente contestava la rilevanza attribuita dall’Amministrazione finanziaria, ai sensi dell’art.38, DPR n.600/1973, relativa all’intero corrispettivo pagato, invece che alla sua metà, in quanto l’immobile era in comunione legale col coniuge. La Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito, in quanto ha chiarito che non vi è alcuna certezza che l’immobile, pur ricadendo nella comunione legale, sia acquistato con provvista comune, potendo provenire il danaro utilizzato da uno solo dei coniugi, quindi, in tale situazione di dubbio, gli unici elementi indiziari che, secondo “l’id quod plerumque accidit”, possono essere valorizzati ai fini dell’accertamento sintetico di cui all’art.38, DPR n.600/1973 sono costituiti dalla effettiva partecipazione all’atto e dal pagamento del prezzo, sicché, laddove uno soltanto dei coniugi abbia stipulato formalmente il contratto ed in quell’occasione sostenuto materialmente l’esborso, l’Amministrazione può legittimamente procedere all’accertamento sintetico nei suoi confronti, salva la possibilità della prova contraria che incombe sul contribuente.


Partecipa alla discussione sul forum.