CASSAZIONE: sono validi i ricorsi consegnati al fisco in copia


La Cassazione salva i ricorsi notificati all’amministrazione mediante consegna di fotocopia dell’atto (ordinanza n. 4315 depositata il 22 febbraio 2011). La norma prevede (art. 22 Dl 546/1992), a pena di inammissibilità, che nel caso in cui il ricorso venga notificato mediante raccomandata a/r o mediante consegna diretta da parte del contribuente, all’Ufficio vada l’originale dell’atto, mentre alla Commissione venga depositata la copia, munita però di attestazione da parte del ricorrente di conformità a quell’originale consegnata precedentemente alla controparte. La Commissione và in controtendenza ritenendo di tutelare le parti in posizione di parità, evitando irragionevoli sanzioni di inammissibilità. Secondo i giudici la procedura cd “rovesciata” del procedimento, con consegna dell’originale e della copia dell’atto, non provoca una nullità insanabile in cui si sostanzia l’inammissibilità, per il solo fatto che l’Amministrazione ha avuto comunque la possibilità di riscontrare l’esistenza della firma della parte nell’atto in fotocopia consegnato all’Ufficio, attraverso l’esame dell’originale esistente presso la segreteria della Commissione tributaria.


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CASSAZIONE: sono validi i ricorsi consegnati al fisco in copia


La Cassazione salva i ricorsi notificati all’amministrazione mediante consegna di fotocopia dell’atto (ordinanza n. 4315 depositata il 22 febbraio 2011). La norma prevede (art. 22 Dl 546/1992), a pena di inammissibilità, che nel caso in cui il ricorso venga notificato mediante raccomandata a/r o mediante consegna diretta da parte del contribuente, all’Ufficio vada l’originale dell’atto, mentre alla Commissione venga depositata la copia, munita però di attestazione da parte del ricorrente di conformità a quell’originale consegnata precedentemente alla controparte. La Commissione và in controtendenza ritenendo di tutelare le parti in posizione di parità, evitando irragionevoli sanzioni di inammissibilità. Secondo i giudici la procedura cd “rovesciata” del procedimento, con consegna dell’originale e della copia dell’atto, non provoca una nullità insanabile in cui si sostanzia l’inammissibilità, per il solo fatto che l’Amministrazione ha avuto comunque la possibilità di riscontrare l’esistenza della firma della parte nell’atto in fotocopia consegnato all’Ufficio, attraverso l’esame dell’originale esistente presso la segreteria della Commissione tributaria.


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