Cassazione: si al condono IVA anche in presenza di frodi fiscali


La sentenza della Corte di Cassazione n. 7675 del 16 maggio 2012 chiarisce alcuni dubbi sulla validità del condono fiscale in presenza di frodi IVA. In particolare asserisce la validità del condono anche in occasione di frodi fiscali purché non siano in essere crediti verso l’Amministrazione finanziaria; sono ammesse maggiori detrazioni.  Ecco un passo della sentenza: “In tema di condono fiscale, la definizione agevolata delle pendenze in materia di IVA prevista dall’articolo 28 del Dl n. 429/1982 è ammissibile (in mancanza di limitazioni) anche in caso di fatturazione di operazioni inesistenti, non risultando dalla legge limitazioni al riguardo, ed essendo stata tale fattispecie compresa tra i reati di cui all’art. 50 del DPR n. 633/1972 (abrogato da art. 13 legge 516 con decorrenza 1983), la cui inclusione nell’amnistia di cui al DPR n. 525/1982 era subordinata alla condizione che il contribuente avesse fatto ricorso al condono fiscale”. Ed ancora, la definizione agevolata è esclusa nel caso in cui le operazioni abbiano condotto all’esposizione di un debito minore d’imposta, “non è consentita quando si configura un credito in favore del contribuente, in quanto, il condono presuppone pur sempre un debito di imposta e un conseguente obbligo di versamento”.


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