Cassazione: rimborso IRAP precluso se non si impugna la cartella

L’ordinanza n. 12338 della Corte di Cassazione del 17 luglio 2012 afferma un principio di diritto in tema di rimborso IRAP. Il contribuente può dedurre la non debenza dell’imposta nell’atto di impugnazione della cartella esattoriale, se necessario correggendo gli eventuali errori commessi nella dichiarazione. Si legge:  “non è affatto necessario che il contribuente versi quanto chiesto in cartella e quindi presenti domanda di rimborso, impugnando il silenzio-rigetto. La Corte di Cassazione con sentenza n.9872 del 5 maggio 2012, ha affermato che il contribuente può contestare, anche emendando le dichiarazioni presentate all’Amministrazione finanziaria, l’atto impositivo che lo assoggetti ad oneri diversi e più gravosi di quelli che, per legge, devono restare a suo carico; e tale contestazione deve farla proprio impugnando la cartella esattoriale, non essendogli consentito di esercitare l’azione di rimborso dopo il pagamento della cartella. In difetto di impugnazione della cartella risulta precluso il rimborso previsto dall’art. 38 del DPR 602/1973”.


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