CASSAZIONE – PROFESSIONISTI: l’obbligo Irap non scatta semplicemente per il possesso di un grande studio

L’ordinanza n. 23155 depositata il 16 novembre 2010 torna sul tema Irap. La pronuncia sostiene che il semplice possesso di uno studio da parte di un professionista non costituisce bene strumentale eccedente il minimo e non è condizione sufficiente per determinare l’assoggettamento all’imposta, sono i giudici di merito che devono accertare, di volta in volta, se lo studio, per le sue caratteristiche: ubicazione e dimensione, possa essere considerato valore di bene strumentale minimale o meno. La pronuncia tra e origine dal ricorso per cassazione di un avvocato il quale impugnava la sentenza della Ctr che aveva ritenuto il possesso dello studio di 100 mq. un elemento sufficiente per assoggettare a Irap. La Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, ha ritenuto giuridicamente errata l’affermazione della Ctr nella parte in cui ha reputato sussistere una pur minima struttura organizzata costituita appunto dal possesso dello studio, distinto dall’abitazione, di 100 mq; ha invece ricordato, che i presupposti dell’Irap siano costituiti dal possesso di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio della professione, ovvero dall’avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui. Il caso sarà ora all’esame di un’altra sezione della stessa Ctr che dovrà accertare se lo studio, per ubicazione e dimensioni, possa essere considerato valore di bene strumentale minimale.


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