Cassazione: per condannare il prestanome serve la prova del dolo

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15900 del 18 aprile 2016, emessa a seguito di ricorso relativo all’uso di un “prestanome aziendale”, ha ritenuto che essere, appunto,  il prestanome di un’azienda non fa scattare automaticamente la condanna per l’omessa tenuta o la distruzione della contabilità. L’accusa è tenuta a provare il dolo specifico.


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