Cassazione: per condannare il prestanome serve la prova del dolo

di Angelo Facchini

Pubblicato il 19 aprile 2016

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15900 del 18 aprile 2016, emessa a seguito di ricorso relativo all'uso di un "prestanome aziendale", ha ritenuto che essere, appunto,  il prestanome di un'azienda non fa scattare automaticamente la condanna per l'omessa tenuta o la distruzione della contabilità. L'accusa è tenuta a provare il dolo specifico.