CASSAZIONE: licenziamento per giustificato motivo – adibizione a mansioni equivalenti


La Corte di Cassazione – sentenza n. 3040 del 8 febbraio 2011 – si esprime in merito al licenziamento per giustificato motivo e l’impossibilità di adibizione a mansioni equivalenti. I giudici chiariscono che la prova dell’impossibilità di una differente utilizzazione del lavoratore da parte del datore di lavoro non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore, che impugni il licenziamento, una collaborazione nell’accertamento di un possibile reintegro nelle sue mansioni, mediante indicazione dell’esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli poteva essere utilmente ricollocato. A fronte di tale indicazione, il datore di lavoro deve dimostrare la non utilizzabilità nei posti predetti: al fine basta anche solo riferirsi a circostanze indiziarie, come l’assenza di altre assunzioni in relazione alle mansioni del dipendente da licenziare.


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CASSAZIONE: licenziamento per giustificato motivo – adibizione a mansioni equivalenti


La Corte di Cassazione – sentenza n. 3040 del 8 febbraio 2011 – si esprime in merito al licenziamento per giustificato motivo e l’impossibilità di adibizione a mansioni equivalenti. I giudici chiariscono che la prova dell’impossibilità di una differente utilizzazione del lavoratore da parte del datore di lavoro non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore, che impugni il licenziamento, una collaborazione nell’accertamento di un possibile reintegro nelle sue mansioni, mediante indicazione dell’esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli poteva essere utilmente ricollocato. A fronte di tale indicazione, il datore di lavoro deve dimostrare la non utilizzabilità nei posti predetti: al fine basta anche solo riferirsi a circostanze indiziarie, come l’assenza di altre assunzioni in relazione alle mansioni del dipendente da licenziare.


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