CASSAZIONE: le Sezioni unite della corte intervengono sull’Irap per agenti e promotori finanziari


Le Sezioni unite della Cassazione civile asseriscono che agenti di commercio e promotori finanziari pagano l’Irap solo se hanno un’autonoma organizzazione. Secondo l’art. 2195 del codice civile le attività degli agenti di commercio e dei promotori finanziari sono di carattere ausiliario: ai fini delle imposte dirette, producono reddito d’impresa anche se non organizzate in forma di impresa. Non è così per l’Irap. Riferendosi alla sentenza del 2001 della Corte Costituzionale, le Sezioni unite ritengono che si possa seguire la strada della Consulta a proposito dell’Ilor, quando asseriva, che per la categoria di cui parliamo, occorreva stabilire se esistessero i requisiti minimi per parlare di impresa. Ebbene, assoggettare a Irap agenti e promotori, contraddirebbe quanto enunciato all’epoca, colpendo una base imponibile fittizia e non reale.


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