CASSAZIONE: l’avviso dell’Ufficio viziato può essere annullato


La Corte di cassazione, con la sentenza 4372 del 23 febbraio 2011, asserisce che l’atto viziato notificato al contribuente può essere validamente annullato in via di autotutela facendo cessare la materia del contendere in giudizio ed essere emesso uno nuovo. Il caso parte dal ricorso di un contribuente che contestava la nullità di un atto emesso a suo carico perché sprovvisto di tutte le aliquote applicate per la determinazione dell’Irpef. L’Ufficio, stante così i fatti, procedeva con l’annullamento dell’atto in autotutela e notificava il nuovo accertamento. IL contribuente ha continuato a ricorrere anche contro il secondo avviso, lamentando la mancanza del presupposto costituito dalla sopraggiunta conoscenza di altri elementi, da parte dell’Amministrazione, per integrare o modificare il precedente atto a norma dell’articolo 43 del Dpr 600/73. La CTP rigettava il ricorso, poiché si trattava di un atto in sostituzione (e non integrativo) del precedente avviso; anche la CTR confermava questa sentenza sostenendo, inoltre, che l’Ufficio aveva il potere, esercitando la facoltà dell’autotutela, di emettere un nuovo atto in sostituzione di quello affetto da nullità. I giudici di legittimità hanno sottolineato la differenza tra accertamento integrativo e sostituivo. Il primo ha per presupposto un atto che continua a esistere e non viene sostituito dal nuovo accertamento, integrando e modificando l’oggetto e il contenuto del primo atto. L’atto di autotutela, al contrario, assume a oggetto un precedente atto di accertamento illegittimo, sostituendosi ad esso con innovazioni che possono investire tutti gli elementi strutturali dell’atto e conducendo all’eliminazione del precedente e alla sua contestuale sostituzione con un nuovo provvedimento diversamente strutturato.


Partecipa alla discussione sul forum.

CASSAZIONE: l’avviso dell’Ufficio viziato può essere annullato


La Corte di cassazione, con la sentenza 4372 del 23 febbraio 2011, asserisce che l’atto viziato notificato al contribuente può essere validamente annullato in via di autotutela facendo cessare la materia del contendere in giudizio ed essere emesso uno nuovo. Il caso parte dal ricorso di un contribuente che contestava la nullità di un atto emesso a suo carico perché sprovvisto di tutte le aliquote applicate per la determinazione dell’Irpef. L’Ufficio, stante così i fatti, procedeva con l’annullamento dell’atto in autotutela e notificava il nuovo accertamento. IL contribuente ha continuato a ricorrere anche contro il secondo avviso, lamentando la mancanza del presupposto costituito dalla sopraggiunta conoscenza di altri elementi, da parte dell’Amministrazione, per integrare o modificare il precedente atto a norma dell’articolo 43 del Dpr 600/73. La CTP rigettava il ricorso, poiché si trattava di un atto in sostituzione (e non integrativo) del precedente avviso; anche la CTR confermava questa sentenza sostenendo, inoltre, che l’Ufficio aveva il potere, esercitando la facoltà dell’autotutela, di emettere un nuovo atto in sostituzione di quello affetto da nullità. I giudici di legittimità hanno sottolineato la differenza tra accertamento integrativo e sostituivo. Il primo ha per presupposto un atto che continua a esistere e non viene sostituito dal nuovo accertamento, integrando e modificando l’oggetto e il contenuto del primo atto. L’atto di autotutela, al contrario, assume a oggetto un precedente atto di accertamento illegittimo, sostituendosi ad esso con innovazioni che possono investire tutti gli elementi strutturali dell’atto e conducendo all’eliminazione del precedente e alla sua contestuale sostituzione con un nuovo provvedimento diversamente strutturato.


Partecipa alla discussione sul forum.