CASSAZIONE: l’assistenza fallimentare vuole il compenso agli studi professionali con la tariffa giudiziale


La Cassazione (sentenza n. 10143/11) chiarisce che il compenso per lo studio professionale che assiste il curatore fallimentare va liquidato secondo le tariffe giudiziali e non professionali. Il caso ha preso spunto dal ricorso (rigettato) presentato da uno studio che si era visto liquidare (per assistenza fallimentare) una somma valutata del tutto inadeguata rispetto all’attività svolta, neppure vicina ai massimi di una tariffa già ritenuta datata. La Cassazione ha considerato corretta la valutazione del giudice delegato che ha qualificato l’operato dello studio come quella di coadiutore, figura disciplinata dalla legge fallimentare che integra l’attività del curatore e si configura come ausiliario del giudice; il suo compenso deve essere determinato in base alla tariffa giudiziale prevista per i periti e i consulenti tecnici e non invece sulla base della tariffa professionale che presuppone un rapporto di lavoro autonomo tra il fallimento stesso e il professionista.


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CASSAZIONE: l’assistenza fallimentare vuole il compenso agli studi professionali con la tariffa giudiziale


La Cassazione (sentenza n. 10143/11) chiarisce che il compenso per lo studio professionale che assiste il curatore fallimentare va liquidato secondo le tariffe giudiziali e non professionali. Il caso ha preso spunto dal ricorso (rigettato) presentato da uno studio che si era visto liquidare (per assistenza fallimentare) una somma valutata del tutto inadeguata rispetto all’attività svolta, neppure vicina ai massimi di una tariffa già ritenuta datata. La Cassazione ha considerato corretta la valutazione del giudice delegato che ha qualificato l’operato dello studio come quella di coadiutore, figura disciplinata dalla legge fallimentare che integra l’attività del curatore e si configura come ausiliario del giudice; il suo compenso deve essere determinato in base alla tariffa giudiziale prevista per i periti e i consulenti tecnici e non invece sulla base della tariffa professionale che presuppone un rapporto di lavoro autonomo tra il fallimento stesso e il professionista.


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