CASSAZIONE: la tassazione del TFR va fatta in base alla localizzazione della prestazione

Il TFR deve essere tassato in base alla localizzazione della prestazione, lo asserisce la Cassazione nella sentenza 26438 del 4 novembre 2008. Un’azienda italiana deve tassare il TFR corrisposto al dipendente residente estero in base all’imposizione fiscale nazionale, se deriva da un rapporto di lavoro il cui reddito è prodotto nel territorio dello Stato, diversamente, se deriva da un rapporto di lavoro prestato in via continuativa e con oggetto esclusivo all’estero, deve essere tassato in base all’imposizione fiscale di quel paese. Si precisa che la pronuncia riguarda un caso del 1998, prima dell’abrogazione dell’art. 3, c. 3, lettera C del Tuir; la sentenza è interessante per l’interpretazione delle altre norme ancora in vigore, ed in particolare dell’art. 23, 2° c., che recita: “il TFR si considera prodotto nel territorio dello Stato se corrisposto dallo Stato da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti”. E secondo una recente risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (341/E del 1° agosto 2008) si considera prodotto nel territorio dello Stato il TFR corrisposto dai soggetti sopraelencati a prescindere dalla circostanza che la prestazione sia eseguita in Italia o all’estero, rilevando solo la residenza del soggetto erogante.


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