Cassazione: la deducibilità dei contributi versati per il riscatto della laurea


La pronuncia n. 1569 del 3 febbraio 2012 – Corte di Cassazione – afferma il principio secondo il quale i contributi volontari versati per il riscatto del periodo di laurea sono deducibili per intero dal reddito personale solo se versati successivamente al 1° gennaio 2001. Si tratta di una interpretazione sistematica degli artt. 13 e 16 del Dl 47/2000, e dell’art. 10, co. 1, lettera e), del TUIR. L’art. 13 del Dl 47/2000, nel modificare l’art. 10, co. 1, lettera e), del TUIR, in materia di oneri deducibili, ha esteso la deducibilità integrale, originariamente prevista solo per i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, “…anche a quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi”. Il successivo art. 16, ha poi previsto che dette disposizioni si applicano per i contratti stipulati o rinnovati nonché per i premi versati dalle forme pensionistiche complementari gestite mediante convenzioni assicurative a decorrere dal 1° gennaio 2001”. I contributi volontari versati prima del 1° gennaio 2001, secondo l’art. 13-bis del TUIR, sono deducibili in modo parziale nel limite del 19% e per un ammontare complessivo non superiore a 1.291,14 euro, per ciascun periodo d’imposta .


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