CASSAZIONE: la deducibilità dei contributi previdenziali del notariato


La Cassazione interviene con l’ordinanza n. 1939 del 27 gennaio 2009 in merito la deducibilità dei contributi previdenziali pagati dai notai. In contrasto a quanto asserito dall’Agenzia delle Entrate in un contenzioso con uno studio notarile in seguito ad avvisi di accertamento per imposte sul reddito, secondo la Cassazione i contributi previdenziali versati alla Cassa nazionale del notariato sono deducibili dal reddito complessivo e non devono essere portati in detrazione dal reddito di lavoro autonomo professionale. La Corte, recependo già un precedente in materia (sent. 2780/01), ha smontato la linea dell’Amministrazione per il fatto che l’art. 54 del TUIR al primo comma parla del principio dell’inerenza, che deve essere osservato nell’individuazione dei costi da portare in deduzione. Di contro la posizione del Fisco è centrata sul modo di calcolo dei contributi in questione, diverso da quello degli altri professionisti: sono calcolati sugli onorari repertoriali e non sul reddito dichiarato. Vista la ferma posizione dell’Amministrazione in materia, la risol. 79/E/2002 non ritiene condivisibile l’indirizzo sancito a suo tempo dalla Corte, e visto anche l’interesse del Fisco ad entrare in contenzioso con il contribuente, si immagina che per i notai sarà necessario sostenere il contenzioso per far valere il diritto alla deducibilità piuttosto che detraibilità dei contributi.


Partecipa alla discussione sul forum.