CASSAZIONE: la cartella di pagamento non può essere oggetto di sanatoria


La Cassazione si esprime in merito ad una questione che ha visto contrapposta una società e l’amministrazione finanziaria riguardo una controversia Iva. In merito alla lite veniva emesso avviso di rettifica con la liquidazione dell’Iva dovuta maggiorata di sanzioni ed interessi. La ricorrente impugnava l’atto in vari gradi di giudizio; nelle more del giudizio la società decise di aderire alla sanatoria fiscale per la chiusura delle liti pendenti, presentando entro i termini prescritti l’istanza per la definizione agevolata. Ebbene, la Cassazione ha precisato che la cartella è un atto tipicamente liquidatorio, e per ciò non può essere condonabile in quanto non avente natura di atto impositivo. Ha precisato che la sanatoria per la chiusura delle liti fiscali pendenti non si può applicare nel caso in cui l’accertamento sul tributo diventa definitivo. Il principio è estendibile a sanzioni e sopratasse qualora si sia esaurita la lite sul rapporto a cui fanno riferimento (sentenza 2439 del 3 febbraio 2010).


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