Cassazione: Irap dovuta dall’agente di commercio a determinate condizioni


La Corte di Cassazione (ordinanza n. 17429 del 30 agosto 2016) afferma che l’Irap è dovuta dall’agente di commercio se impiega un familiare con mansioni e retribuzione rilevanti. I presupposti dell’imposta non sussistono in caso di attività svolta soltanto con gli strumenti indispensabili e un collaboratore che svolga semplici funzioni di segreteria o simili.


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