Cassazione: gli abiti “griffati” sono spese di rappresentanza

di Angelo Facchini

Pubblicato il 28 maggio 2018



Per la Corte di cassazione - sentenza n. 10636 del 4 maggio 2018 - i costi sostenuti per la cessione gratuita dei capi d’abbigliamento griffati, di produzione della società contribuente, a personaggi famosi senza alcun obbligo giuridico d’indossarli in manifestazioni pubbliche, integrano spese di rappresentanza, solo parzialmente deducibili e rispetto alle quali non è ammessa in detrazione l’Iva, mancando un collegamento obiettivo e immediato con la promozione di un prodotto o di una produzione e con l’aspettativa diretta di un maggior ricavo.