Cassazione: è nullo l’accertamento, se l’avviso è carente delle motivazioni in merito al maggior reddito di capitale


La Corte di Cassazione (ordinanza n.14824/2017) ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate avverso la decisione della CTR di Cosenza, pronunciatasi in accoglimento dell’appello di un contribuente contro la sentenza della CTP. Quest’ultima aveva rigettato l’impugnazione del contribuente avverso un avviso di accertamento IRPEF per carenza di motivazione. In sostanza, il contribuente possedeva un immobile donatogli e un’imbarcazione acquistata diversi anni prima dell’anno d’imposta cui l’accertamento si riferiva, il Fisco aveva constatato un maggior reddito di capitale percepito nell’anno di riferimento, senza però addurre nell’avviso chiare motivazioni circa tale contestazione presuntiva. La Cassazione ha rigettato il ricorso, in quanto nonostante si possa procedere ad accertamento dei redditi con metodo sintetico, ex art.38, DPR n.600/1973, e nonostante in base a tale metodo, la disponibilità di un alloggio e di un natante possono integrare, ai sensi dell’art.2 del DPR citato, nella versione “ratione temporis” vigente, una presunzione di capacità contributiva “legale” ai sensi dell’art.2728, c.c., tuttavia, l’avviso di accertamento, per essere valido, deve contenere elementi idonei e quindi indizi gravi precisi e concordanti, per consentire il perfezionarsi della presunzione.


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