Cassazione: aree disagiate no all’agevolazione per chi rivende il capannone

Con l’ordinanza 20810/2017, la Cassazione ha stabilito il “no” secco al credito d’imposta nuovi investimenti per chi rivende il capannone a terzi per finalità estranee alle attività aziendali prima che siano decorsi cinque anni. Secondo i giudici della Suprema Corte: “il beneficio del credito di imposta per nuovi investimenti, previsto dall’art. 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è riferito specificamente alle acquisizioni di beni strumentali nuovi, destinati alle strutture produttive già esistenti o che vengano impiantate nelle aree individuate come svantaggiate dalla Commissione delle Comunità Europee. Perché sussista il requisito della strumentalità indicato è necessario che i costi e i ricavi si inseriscano nella contabilità di una struttura produttiva effettivamente operante nel territorio, per realizzare nella zona svantaggiata non solo quei costi e quei ricavi, ma l’oggetto stesso della propria attività di impresa”. Cedendo il capannone a terzi per finalità estranee all’esercizio dell’impresa, il requisito dell’agevolazione viene meno.


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