Cassazione: ai fini delle indagini sulla contabilità, valido il sequestro del pc se adeguatamente motivato

La Corte di Cassazione – sentenza n.16622 del 14 marzo 2017 – ha rigettato il ricorso avverso un’ordinanza di sequestro

del personal computer di un imputato in un processo per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il

difensore aveva impugnato l’ordinanza, rilevando che il sequestro del personal computer doveva ritenersi illegittimo, in

quanto, in difetto di specifiche ragioni, portava a una indiscriminata apprensione di tutte le informazioni ivi contenute.

La Cassazione, in tema di acquisizione della prova, si è pronunciata più volte, stabilendo che l’autorità giudiziaria, al fine

di esaminare un’enorme mole di dati i cui contenuti sono potenzialmente rilevanti per le indagini, può disporre un

sequestro degli stessi, provvedendo, tuttavia, nel rispetto del principio di proporzionalità e adeguatezza, a restituire

tempestivamente le cose sottoposte a vincolo, non appena sia decorso il tempo ragionevolmente necessario per gli

accertamenti e, in caso di mancata immediata restituzione, l’interessato può presentare la relativa istanza e far valere le

proprie ragioni, se necessario, anche mediante i rimedi impugnatori offerti dall’ordinamento.


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