Buste paga “gonfiate”: reato di autoriciclaggio

di Angelo Facchini

Pubblicato il 14 giugno 2018

Risponde di estorsione e di autoriciclaggio l’imprenditore che costringe i dipendenti ad accettare retribuzioni inferiori rispetto a quelle risultanti dalle buste paga e a lavorare per un orario superiore a quanto contrattualmente previsto qualora utilizzi la provvista derivante dal reato di estorsione alla retribuzione in nero di dipendenti legati all’imprenditore da particolare rapporto di fiducia. Così ha deciso la Corte di Cassazione nella sentenza 25979 del 7 giugno scorso.