BONUS RICERCA: pubblicato sulla G.U. di ieri il decreto

Con la pubblicazione del decreto sulla G.U. n. 89 di ieri si sbloccano i fondi per finanziare il credito d’imposta per la ricerca. A beneficiarne sono coloro che, dopo aver inoltrato in via telematica all’agenzia delle Entrate, il 6 maggio 2009, il formulario, non hanno ricevuto il nulla osta perché le risorse a disposizione erano andate esaurite. A prevedere fondi aggiuntivi per il bonus ricerca è stata la legge 191 del 2009. In base a quanto disposto dal provvedimento, il credito d’imposta va utilizzato al netto degli importi per i quali è stata eventualmente presentata richiesta di rinuncia mediante l’utilizzo del medesimo formulario, nella misura massima del 20,37 per cento dell’importo complessivamente richiesto per tutti e tre gli anni dal 2007 al 2009 a decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto e dell’ulteriore 27,16 per cento del predetto importo a decorrere dall’anno 2011. Resta fermo il potere dell’Agenzia delle entrate di effettuare le verifiche di effettiva sussistenza dei presupposti per la spettanza del credito.


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Con la pubblicazione del decreto sulla G.U. n. 89 di ieri si sbloccano i fondi per finanziare il credito d’imposta per la ricerca. A beneficiarne sono coloro che, dopo aver inoltrato in via telematica all’agenzia delle Entrate, il 6 maggio 2009, il formulario, non hanno ricevuto il nulla osta perché le risorse a disposizione erano andate esaurite. A prevedere fondi aggiuntivi per il bonus ricerca è stata la legge 191 del 2009. In base a quanto disposto dal provvedimento, il credito d’imposta va utilizzato al netto degli importi per i quali è stata eventualmente presentata richiesta di rinuncia mediante l’utilizzo del medesimo formulario, nella misura massima del 20,37 per cento dell’importo complessivamente richiesto per tutti e tre gli anni dal 2007 al 2009 a decorrere dalla data di pubblicazione del presente decreto e dell’ulteriore 27,16 per cento del predetto importo a decorrere dall’anno 2011. Resta fermo il potere dell’Agenzia delle entrate di effettuare le verifiche di effettiva sussistenza dei presupposti per la spettanza del credito.


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