Bonus ricerca e sviluppo: nuova risoluzione dell’Agenzia delle entrate


Con una nuova risoluzione, la n. 12/E del 25 gennaio 2017, l’Agenzia delle Entrate torna sul tema del cumulo del bonus ricerca e sviluppo con i contributi concessi, per gli stessi investimenti, nell’ambito di discipline agevolative dell’Unione europea e fornisce indicazioni per una corretta verifica del cumulo degli incentivi. Il documento risponde a un interpello in cui il contribuente, beneficiario di contributi erogati dall’Unione europea, nell’ambito di alcuni programmi che finanziano progetti di ricerca e sviluppo, essendo intenzionato a fruire anche del bonus nazionale, ha chiesto di sapere, ai fini della corretta verifica del cumulo delle agevolazioni, se i contributi comunitari rilevano per l’intero ammontare o solo per l’importo che finanzia i “costi diretti”. I programmi comunitari ammettono al finanziamento i “costi diretti” relativi al personale, quelli di subappalto e per la fornitura del sostegno finanziario a terzi, i costi per l’acquisto di attrezzature durevoli e materiali di consumo, le spese di viaggio e le relative indennità di soggiorno. L’Agenzia afferma che, in linea generale, un eventuale “problema di cumulo” potrebbe porsi a seguito della concomitante applicazione del credito di imposta con i contributi comunitari che sovvenzionano i “costi diretti”, nella misura in cui questi ultimi coincidano, in tutto o in parte, con gli stessi costi ammissibili al credito di imposta, e non anche con i contributi comunitari ricevuti per i “costi indiretti” che, in linea di massima, sovvenzionano costi non ammissibili al credito di imposta.


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