Associazioni professionali e privilegio nel fallimento del cliente


L’ insinuazione al passivo in via privilegiata di un credito da parte di uno studio associato fa solamente presumere che non spetti il privilegio stesso, poiché l’istante può provare che il credito si riferisce ad una prestazione svolta personalmente dal professionista, in via esclusiva o prevalente, e sia di pertinenza dello stesso, pur se formalmente richiesto dall’ associazione. Deve pertanto effettuarsi una rigorosa indagine sul concreto espletamento della prestazione professionale, tenendo anche conto della dimensione dell’associazione professionale, con il riconoscimento del privilegio limitatamente al credito o alla parte di esso per il quale è stata data dalla parte idonea prova. (Corte di Cassazione, sentenza 31 marzo 2016, n. 6285) (Valeria Nicoletti e Filippo Mangiapane)


Partecipa alla discussione sul forum.