Antiriciclaggio: la segnalazione delle operazioni sospette da parte dei professionisti

Tema caldo ed insidioso quello dell’antiriclaggio. Riguardo la segnalazione delle operazioni sospette, è necessario adempiere all’obbligo in tutti quei casi in cui si ravvisi una condotta integrativa di reato, anche in caso di reati tributari o societari. Rientrano nella fattispecie l’omesso versamento dell’Iva e delle ritenute d’acconto. La giurisprudenza di merito ha riconosciuto le difficoltà dei contribuenti e con diverse sentenze ha tenuto conto dell’attuale crisi finanziaria, pur non potendo escludere l’omesso versamento dell’Iva e delle ritenute dal novero dei reati tributari. Inoltre, come chiarisce l’art. 2 del Dl n. 231/2007, affinché si possa parlare di riciclaggio, è sufficiente che le operazioni siano compiute essendo a conoscenza “che i beni provengono da un’attività criminosa”; con il termine attività criminosa si intende qualsiasi condotta integrativa di reato, e non sono previste esclusioni di sorta. Il Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili si è recentemente pronunciato sul tema con il “Pronto Ordini n.89/2014 del 19 marzo 2014”. Nel documento è stato chiarito che, anche nel caso di omesso versamento dell’Iva e delle ritenute è sempre necessario procedere alla segnalazione delle operazioni sospette.


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