Anche per gli ISA sono previste cause di esclusione

Anche per gli ISA sono previste cause di esclusione

Gli ISA (indicatori affidabilità fiscale) prevederanno delle cause di esclusione. Sono in vigore per i redditi 2018 e prendono il posto degli studi di settore. L’art. 9 bis Dl n. 50/2017, che ha istituito gli ISA, ha previsto l’esclusione dall’applicazione degli stessi nei periodi di imposta nei quali il contribuente ha iniziato o cessato l’attività, ovvero di non normale svolgimento della stessa. L’esclusione riguarderà anche i contribuenti che dichiareranno ricavi di cui all’art. 85, comma 1, esclusi quelli delle lettere c, d ed e, o compensi di cui all’art. 54 del TUIR, di ammontare superiore al limite stabilito dal decreto ministeriale di approvazione o revisione dei nuovi indici. Sono esclusi i contribuenti che si avvalgono del regime forfetario di cui alla legge n. 190/2014 e i contribuenti che continueranno ad applicare, sia pure fino ad esaurimento, il regime di vantaggio dei minimi, ed anche  i contribuenti che esercitano due o più attività d’impresa, non rientranti nel medesimo ISA. Ciò a condizione che l’importo dei ricavi non rientranti tra quelli di cui all’ISA relativo all’attività prevalente superi il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati. Tra le altre esclusioni previste: gli enti del Terzo settore non commerciali che determinano il reddito in base al regime forfetario di cui all’art. 80 del Dl n. 117/2017; le imprese sociali disciplinate dallo stesso Dl n. 117/2017, le società cooperative, le società consortili e i consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie e associate e le società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

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