Ambito oggettivo del nuovo Split payment

Una delle principali novità della disciplina applicabile dal 1° luglio 2017 è rappresentata dall’applicazione della scissione dei pagamenti anche ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di acconto o d’imposta sul reddito. Si tratta, ad esempio, delle prestazioni di lavoro autonomo rese da professionisti o ancora delle prestazioni di agenzia. A fronte dell’ampliamento dell’ambito soggettivo di applicazione della nuova disciplina della scissione dei pagamenti, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 27/E, ha individuato nuove fattispecie escluse, per ragioni di semplificazione, dall’applicazione del meccanismo. In breve: •le operazioni certificate dal fornitore mediante rilascio della ricevuta fiscale; gli acquisti per i quali i cessionari o committenti sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia d’imposta sul valore aggiunto; le operazioni effettuate da fornitori nell’ambito di regimi Iva speciali; le fattispecie nelle quali la pubblica amministrazione non effettua alcun pagamento del corrispettivo nei confronti del fornitore; le operazioni esonerate dall’obbligo di certificazione fiscale, in relazione alle quali i corrispettivi sono annotati nel registro disciplinato dall’articolo 24, Dpr 633/1972; le operazioni in cui il soggetto passivo acquirente (esportatore abituale) intende avvalersi del plafond per l’effettuazione di acquisti senza pagamento dell’imposta; le operazioni in cui il fornitore ha già nella propria disponibilità il corrispettivo spettantegli, in forza di un provvedimento giudiziale; le operazioni svolte tra Pa e società ogni qual volta l’assenza di pagamento del corrispettivo nei confronti del fornitore trova la sua giustificazione nella compensazione tra contrapposti rapporti di credito; le operazioni permutative; le operazioni rese in favore dei dipendenti nell’interesse del datore di lavoro.


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