AGENZIA DELLE ENTRATE: la risoluzione 43/E sulla detraibilità degli interessi passivi derivanti da mutui


La risoluzione 43/E del 12 aprile 2011 dell’Agenzia delle entrate stabilisce che è detraibile dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi derivanti da mutui, stipulati prima del 28 maggio 2008, originariamente contratti per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale e che siano oggetto di rinegoziazione ai sensi della convenzione stipulata tra Abi e ministero dell’Economia il 18 giugno 2008. La rinegoziazione allunga il mutuo e lo trasforma da tasso variabile a tasso fisso, non comportando per il cliente la formulazione di un nuovo piano di ammortamento del mutuo originario. La differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originario e quello che risulta per effetto della rinegoziazione viene addebitata su un conto denominato conto di finanziamento accessorio, che rappresenta per il mutuatario un debito nei confronti della banca, produttivo di interessi capitalizzabili annualmente al tasso più favorevole per il cliente tra quello che si ottiene in base al tasso di interesse fisso (Irs) a dieci anni, e quello contrattualmente previsto, come determinati alla data di rinegoziazione.


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AGENZIA DELLE ENTRATE: la risoluzione 43/E sulla detraibilità degli interessi passivi derivanti da mutui


La risoluzione 43/E del 12 aprile 2011 dell’Agenzia delle entrate stabilisce che è detraibile dall’IRPEF il 19% degli interessi passivi derivanti da mutui, stipulati prima del 28 maggio 2008, originariamente contratti per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale e che siano oggetto di rinegoziazione ai sensi della convenzione stipulata tra Abi e ministero dell’Economia il 18 giugno 2008. La rinegoziazione allunga il mutuo e lo trasforma da tasso variabile a tasso fisso, non comportando per il cliente la formulazione di un nuovo piano di ammortamento del mutuo originario. La differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originario e quello che risulta per effetto della rinegoziazione viene addebitata su un conto denominato conto di finanziamento accessorio, che rappresenta per il mutuatario un debito nei confronti della banca, produttivo di interessi capitalizzabili annualmente al tasso più favorevole per il cliente tra quello che si ottiene in base al tasso di interesse fisso (Irs) a dieci anni, e quello contrattualmente previsto, come determinati alla data di rinegoziazione.


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