Accertamento: raddopio dei termini con limiti

In seguito all’abrogazione della clausola di salvaguardia operata dalla legge di Stabilità 2015, merito il raddoppio dei termini in caso di accertamento, interpretazioni delle Commissioni tributarie ritengono che esso possa scattare, anche per il passato, solo se la notizia di reato è stata inviata in Procura entro la scadenza ordinaria dei termini di accertamento. Il decreto 128/2015 aveva subordinato il raddoppio dei termini alla presentazione della denuncia entro la decadenza ordinaria: la violazione penale doveva quindi essere comunicata all’autorità giudiziaria entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o, in caso di omessa presentazione, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo. Queste regole trovavano applicazione agli atti impositivi notificati successivamente all’entrata in vigore del decreto (2 settembre 2015). La norma aveva previsto anche un regime transitorio, secondo il quale “erano fatti salvi” gli effetti degli avvisi di accertamento, dei provvedimenti di irrogazione sanzioni già notificati al 2 settembre 2015, a prescindere cioè dalla data di inoltro della notizia di reato.


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