ACCERTAMENTO: le indagini bancarie

Con l’ordinanza n. 23428/10 la Cassazione chiarisce che il fisco può esaminare i movimenti bancari del contribuente a condizione di discernere tra le operazioni effettivamente riferibili all’attività di impresa e quelle, invece, riconducibili alla vita familiare. La vicenda trae spunto da un accertamento Irpef con contributi da versare al servizio sanitario nazionale per maggiori somme derivanti da indagini bancarie presso una società di cui il contribuente era socio e consigliere delegato. Le somme imputate al soggetto (contribuente), secondo la ricostruzione dei giudici d’appello, erano state, parte depositate dalla moglie dell’imprenditore, e, quindi, non potevano incidere nell’accertamento nei confronti del marito, parte derivavano dalla vendita di un suolo ricevuto in donazione, parte provenivano da fatture emesse regolarmente dichiarate. La Corte ha ritenuto esatto l’iter logico-giuridico che riconduceva i movimenti bancari presi in considerazione all’ambito familiare, anzichè all’attività professionale, dando torto all’Ufficio sulle motivazioni che avevano fatto scattare l’accertamento.


Partecipa alla discussione sul forum.

ACCERTAMENTO: le indagini bancarie

Con l’ordinanza n. 23428/10 la Cassazione chiarisce che il fisco può esaminare i movimenti bancari del contribuente a condizione di discernere tra le operazioni effettivamente riferibili all’attività di impresa e quelle, invece, riconducibili alla vita familiare. La vicenda trae spunto da un accertamento Irpef con contributi da versare al servizio sanitario nazionale per maggiori somme derivanti da indagini bancarie presso una società di cui il contribuente era socio e consigliere delegato. Le somme imputate al soggetto (contribuente), secondo la ricostruzione dei giudici d’appello, erano state, parte depositate dalla moglie dell’imprenditore, e, quindi, non potevano incidere nell’accertamento nei confronti del marito, parte derivavano dalla vendita di un suolo ricevuto in donazione, parte provenivano da fatture emesse regolarmente dichiarate. La Corte ha ritenuto esatto l’iter logico-giuridico che riconduceva i movimenti bancari presi in considerazione all’ambito familiare, anzichè all’attività professionale, dando torto all’Ufficio sulle motivazioni che avevano fatto scattare l’accertamento.


Partecipa alla discussione sul forum.