Accertamento e riscossione: sono impugnabili gli avvisi bonari

La Cassazione rovescia l’impostazione fin qui seguita dell’Agenzia delle Entrate in merito agli avvisi bonari. Secondo la prassi gli avvisi bonari sono soltanto comunicazioni, semplici inviti a fornire, in via preventiva, elementi chiarificatori, e pertanto, non impugnabili. La Corte di Cassazione ha riconosciuto la facoltà di ricorrere al giudice tributario contro tutti quegli “atti che portino a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, senza necessità di attendere che la stessa, dove non ci sia adempimento spontaneo, rivesta la forma autoritativa propria di uno degli atti dichiarati espressamente impugnabili dall’articolo 19”. La decisione, però, rischia di intasare la macchina tributaria con impugnazioni verso le decine di migliaia di avvisi di irregolarità emessi ogni anno; fatto per cui è stato fissato il limite della caducazione d’ufficio dell’atto che venga sostituito da una cartella di pagamento successiva.


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