Accertamento e istanze di interpello CFC


 

La circolare Agenzia delle Entrate n.35/E/2016 fornisce chiarimenti in merito alle innovazioni normative che si sono susseguite negli ultimi anni in tema di identificazione dei Paesi a fiscalità privilegiata e di tassazione applicabile ai redditi derivanti dalle CFC. L’Agenzia delle entrate, prima di emettere l’avviso di accertamento invia al soggetto residente un avviso con il quale gli viene concessa la possibilità di fornire, nel termine di 90 gg, le prove per la disapplicazione della disciplina CFC. Nel caso in cui l’Agenzia non ritenga idonee le prove ricevute, procederà ad inviare apposito avviso di accertamento. Il contribuente potrà di agire preventivamente, tramite la presentazione di un interpello all’Agenzia. Il termine di presentazione dell’istanza di disapplicazione della disciplina CFC, a partire dal 2016, è rappresentato dal termine ordinario di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta cui si riferisce l’istanza medesima. L’amministrazione risponde alle istanze di interpello CFC nel termine di 120 gg, salva la possibilità di richiedere, una sola volta, un’integrazione dei documenti. Una volta ottenuta, l’amministrazione dovrà esprimere il proprio parere entro 60 gg. Il parere non è ulteriormente impugnabile dal contribuente.

 


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