Accertamento: costi smisurati e reddito esiguo chiamano l’induttivo


In caso di mancata risposta a una richiesta di documentazione tramite invito o questionario, l’ufficio può procedere ad accertamento di tipo induttivo sulla base di dati e notizie comunque raccolti, come l’esistenza di costi sproporzionati rispetto al reddito dichiarato (Cassazione – ordinanza n. 26078 del 16 dicembre 2016). In questi casi, spetta al contribuente dimostrare l’esistenza e l’inerenza dei costi. Nel caso esaminato, ditta esercente attività di tinteggiatura e posa in opera di vetri con costi considerati, dall’Agenzia delle entrate, sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, secondo i giudici, “il recupero dell’IVA e degli altri tributi è dipeso dalla mancata dimostrazione dei costi contestati dall’Ufficio al contribuente come esorbitanti”; ai sensi dell’articolo 39, comma 2 lettera d-bis) è legittimo l’utilizzo della metodologia induttiva nel caso di omessa risposta a un questionario o a un invito a fornire documenti.


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