Ok alla scissione parziale non proporzionale per risolvere i conflitti tra i soci - Diario Quotidiano del 2 Ottobre 2020

Nel DQ del 2 Ottobre 2020:
1) Verso il rinvio della crisi d’impresa e altre notizie del giorno
2) Imbarcazioni da diporto al di fuori delle acque territoriali UE: spartiacque al 1° novembre 2020
3) Illustrate dall’INPS le novità in materia di ammortizzatori Covid
4) Emersione lavoro irregolare: istruzioni per il versamento del contributo forfettario
NOTIZIA IN EVIDENZA 5) Ok alla scissione parziale non proporzionale per risolvere i conflitti tra i soci
6) Sisma bonus: l’asseverazione tardiva non compromette i benefici fiscali
7) Benefici fiscali previsti dal sisma bonus estesi agli acquirenti delle unità immobiliari
8) L’incentivo commerciale all’acquisto costituisce un ricavo soggetto a IRES/IRAP: i relativi costi sono deducibili
9) Cessione dell’ecobonus in presenza di più fornitori

5) Ok alla scissione parziale non proporzionale per risolvere i conflitti tra i soci

scissione parziale non proporzionaleL’operazione di scissione parziale non proporzionale non è abusiva, peraltro, la scissione si pone come soluzione alla conflittualità tra i soci e come alternativa all’eventuale scioglimento della società stessa nel caso in cui fosse impossibile proseguire l’attività.

L’Agenzia delle entrate,nella risposta n. 421 del 1° ottobre 2020, concorda con la tesi esposta dal contribuente nell’istanza d’interpello.

Si consente, in altri termini, la prosecuzione dell’attività d’impresa con due diversi soggetti giuridici aventi ciascuno una consistenza patrimoniale adeguata a consentire l’esercizio dell’attività già svolta nel pieno rispetto del principio dell’operatività.

Come, inoltre, precisato dalla società, la scissione in parola non è preordinata alla successiva vendita delle quote da parte dei soci e che ha come unico scopo quello di far proseguire l’attività della società da parte dei suoi soci autonomamente.
[NdR: vedi anche Scissione asimmetrica, ricambio generazionale e abuso]

 

Parere dell’Agenzia delle entrate

L’Agenzia ritiene, dunque, che l’operazione di scissione in esame non costituisca un’operazione abusiva ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, non consentendo la realizzazione di alcun vantaggio fiscale indebito.

Nel caso di specie, l’istante ha richiesto il parere dell’Agenzia delle entrate in relazione ai settori delle imposte dirette e indirette.

Riguardo le imposte dirette, l’Agenzia, prima, evidenzia che la fattispecie analizzata consiste in una scissione parziale non proporzionale della società istante, in favore di una neo società beneficiaria.

In linea di principio, l’operazione di scissione ai sensi dell’articolo 173 del TUIR è fiscalmente neutrale e il passaggio del patrimonio della società scissa a una o più società beneficiarie – che non usufruiscano di un sistema di tassazione agevolato – non determina la fuoriuscita degli elementi trasferiti dal regime ordinario d’impresa.

I plusvalori relativi ai componenti patrimoniali trasferiti dalla scissa alla società beneficiaria, mantenuti provvisoriamente latenti con l’operazione in argomento, concorreranno alla formazione del reddito secondo le ordinarie regole impositive vigenti nel momento in cui i beni fuoriusciranno dalla cerchia dei beni relativi all’impresa, ossia, verranno ceduti a titolo oneroso, diverranno oggetto di risarcimento (anche in forma assicurativa) per la loro perdita o danneggiamento, verranno assegnati ai soci, ovvero destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa.

L’Agenzia ritiene che l’operazione di scissione parziale non proporzionale in esame non comporti il conseguimento di alcun vantaggio fiscale indebito, risultando atto fisiologico a rendere ciascun socio autonomo nella gestione degli immobili facenti parte del patrimonio immobiliare attribuito alla società scissa e alla società beneficiaria.

Tutto ciò purché l’operazione di scissione sia effettuata nel rispetto delle prescrizioni normative contenute nell’articolo 173 del TUIR (anche in relazione al rinvio ivi contenuto ai commi 5 e 6 dell’articolo 172) e delle ulteriori disposizioni contenute nel TUIR destinate a disciplinare la fiscalità dei soci.

In relazione al settore delle imposte indirette, l’operazione di scissione non consente di conseguire un vantaggio fiscale indebito per le medesime ragioni esposte ai fini delle imposte sui redditi.

In particolare, l’Agenzia delle entrate sottolinea che:

  • ai fini dell’IVA, all’operazione di scissione si applicano l’articolo 2, comma 3, del Dpr 26 ottobre 1972, n. 633 e l’articolo 19-bis 2, comma 7, del medesimo Dpr n. 633 del 1972, il quale prevede che le società beneficiarie della scissione effettuino la rettifica della detrazione IVA, qualora sussistano i presupposti richiamati dai commi precedenti dello stesso articolo 19-bis 2;
     
  • ai fini delle…
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