Fattura elettronica: nuovi codici Iva spia anche del reverse charge - Diario Quotidiano del 27 Ottobre 2020

Nel DQ del 27 Ottobre 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Fattura elettronica: nuovi codici Iva spia anche del reverse charge
2) Corrispettivi distributori carburanti: nuova applicazione web per invio dati in esercizio dal 27 ottobre 2020
3) Contratti pubblici dopo la conversione del decreto semplificazioni
4) Coronavirus: Dpcm, cosa non si potrà fare fino al 24 novembre; in arrivo i risarcimenti
5) Pensioni: ecco il calendario per l’anticipo del pagamento mensilità di novembre 2020
6) Immobile ereditato: benefici prima casa solo con la dichiarazione
7) Covid-19: online le domande per l’indennità onnicomprensiva
8) Covid-19: ripresa dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali
9) Coop Sociali: spese rimborsate ai soci volontari

1) Fattura elettronica: nuovi codici Iva spia anche del reverse charge

codici fattura elettronica reverse chargeDai nuovi codici da inserire nella fattura elettronica (già in uso dal 1° ottobre 2020), per obbligo dal 1 gennaio 2021, l’Agenzia delle entrare potrà monitorare meglio i movimenti effettuati dai contribuenti.

Abbiamo spiegato qui i nuovi codici per la fatturazione elettronica, leggi l’approfondimento di Devis Nucibella

Lo afferma, sostanzialmente, il comitato tecnico di AssoSoftware in una nota diffusa il 20 ottobre 2020 in tema di “Fattura elettronica e reverse charge, ecco quando (e come) si utilizzano i nuovi codici da TD16 a TD19”.

In particolare, tra le novità più significative del tracciato, AssoSoftware segnala:

  • l’inserimento, all’interno dell’elemento, dei nuovi codici da TD16 a TD23, (il T20 che era già presente) utili per una gestione automatizzata delle operazioni in reverse charge e per trasmettere alcune tipologie di autofattura;
     
  • l’inserimento, all’interno dell’element , dei nuovi codici da TD24 a TD27, utili per evidenziare e distinguere tra di loro le diverse tipologie di fatture differite, per individuare le cessioni di beni ammortizzabili e i passaggi interni, le fatture per autoconsumo e le cessioni gratuite senza rivalsa;
     
  • inserimento, all’interno dell’elemento, di alcuni sottocodici di dettaglio per le operazioni non soggette ad Iva (N2.x), per le operazioni imponibili che non determinano in capo al cessionario l’obbligo di assolvimento dell’Iva con il sistema del reverse charge (N3.x) e per quelle invece soggette ad inversione contabile (N6.x).
    Per queste ultime, i nuovi sottocodici distinguono le cessioni di rottami e altri materiali di recupero, le cessioni di oro e argento puro, il subappalto nel settore edile, le cessioni di fabbricati, di telefoni cellulari, di prodotti elettronici, le prestazioni comparto edile e settori connessi e quelle del settore energetico, gli altri casi.

Come accennato innanzi, da Asso Software (“L’occhio esperto di chi è abituato a compilare il modello di dichiarazione annuale Iva, permette già di cogliere come l’indicazione di questi codici”) tutto ciò consentirà all’Agenzia delle entrate:

  • di compilare in modo automatico il rigo VE25 della dichiarazione Iva del cedente e i corrispondenti righi del quadro VJ della dichiarazione Iva del cessionario;
     
  • di venire a conoscenza che il cessionario deve assolvere l’Iva mediante l’applicazione del meccanismo del reverse charge.

I sottocodici di tipo N3.x, relativi alle operazioni non imponibili, consentiranno invece all’agenzia delle Entrate la compilazione dei righi VE30, VE31 e VE32 della dichiarazione Iva del cedente.

 

Ecco di seguito la citata nota integrale:

<<Dallo scorso 1° ottobre è possibile utilizzare – in via facoltativa, fino al 31 dicembre – la nuova versione del tracciato della fattura elettronica, approvata con il provvedimento delle Entrate 99922 del 28 febbraio 2020, e successivamente modificata con il provvedimento 166579 del 20 aprile 2020.

La principale motivazione che ha spinto l’agenzia delle Entrate a promuovere il nuovo tracciato è quella di poter recepire alcune informazioni fiscali, necessarie per poter predisporre, in modo automatico, le liquidazioni periodiche, la dichiarazione annuale Iva precompilate e i registri Iva.

Stante che l’uso della precompilata è un diritto, ma non un dovere per i contribuenti, gli addetti ai lavori si sono subito chiesti se l’utilizzo delle nuove tipologie di documento, in particolare quelle da TD16 a TD19, da utilizzare per la predisposizione delle fatture attive “virtuali” collegate a operazioni passive in reverse charge, ma anche quelle legate alla fattura differita e in generale a diverse fattispecie di «Fattura TD01», possa considerarsi facoltativo, laddove non vi sia interesse a fruire della precompilata.

La domanda è di non poco conto in quanto, qualora ne fosse prevista…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it