Tax credit commissioni POS: istituito il codice tributo - Diario Quotidiano del 3 Settembre 2020

Nel DQ del 3 Settembre 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Tax credit commissioni tracciabili: istituito il codice tributo
2) Mef: entrate migliori delle attese? oppure l’aumento delle entrate tributarie ad agosto è solo un bluff?
3) Sismabonus: asseverazione, anche se tardiva, rimediabile ? si e no; tanti altri chiarimenti in materia
4) Tax credit edicole 2020: richieste da inviare dal 1° settembre
5) Avvisi per Commercialisti e non: ok alla sospensione del professionista che non comunica la PEC all’Ordine
6) Fissata l’aliquota contributiva ex CUAF per i lavoratori iscritti al fondo di quiescenza ex IPOST
7) I compensi percepiti dall’ex professionista in regime dei minimi vanno dichiarati tra i redditi diversi
8) Le indennità surrogatorie del pasto non sono imponibili
9) Opere d’arte: applicabilità dell’aliquota IVA al 10%
10) Covid-19: è accessibile il premio per l’attività di protezione civile in qualità di volontario

tax credit commissioni pos1) Tax credit commissioni POS: istituito il codice tributo

Il bonus che nasce dalle commisioni POS deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia, dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa: “6916” è il codice tributo ad hoc.

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 48/E del 31 agosto 2020, ha istituito il codice tributo da utilizzare in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici.

In particolare, il bonus viene riconosciuto per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali dal 1° luglio 2020, a condizione che i ricavi e compensi dell’esercente, relativi all’anno d’imposta precedente, siano di importo non superiore a 400mila euro.

L’articolo 22, comma 1, del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2020 (Dl n. 124/2019), ricordiamo, ha previsto che agli esercenti attività di impresa, arte o professioni spetta un credito di imposta pari al 30% delle commissioni bancarie, addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione (articolo 7, comma 6 del Dpr n. 605/1973).

Il medesimo incentivo spetta anche per le commissioni addebitate sulle transazioni effettuate mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

 

Tax credit commissioni POS: utilizzo in F24

Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta, tramite modello F24, attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento, dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa, viene istituito il codice tributo “6916”, denominato “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici – articolo 22, decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124”.

In sede di compilazione del modello F24, il codice tributo va esposto nella sezione Erario, nella colonna importi a credito compensati, o, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

I campi mese di riferimento e anno di riferimento sono valorizzati con il mese e l’anno in cui è stata addebitata la commissione che dà diritto al credito d’imposta, rispettivamente nei formati “00MM” e “AAAA”.

Infine, il documento di prassi ricorda che, ai sensi del provvedimento della Banca d’Italia del 21 aprile 2020, i prestatori di servizi di pagamento devono trasmettere agli esercenti, mensilmente e per via telematica, l’elenco delle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici e le informazioni relative alle commissioni addebitate.

A cura di Vincenzo D’Andò

Giovedì 3 Settembre 2020

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