Versamenti rateizzati dopo il decreto Rilancio: chiarimenti dal Fisco - Diario Quotidiano del 12 Agosto 2020

Nel DQ del 12 Agosto 2020:
1) Operative le misure per il rafforzamento patrimoniale delle PMI
2) Covid-19: indennità di sostegno al reddito, gestione delle istruttorie relative agli eventuali riesami
3) Verifica della regolarità contributiva
4) Adottato lo schema di convenzione tra INPS e CAF per l’attività di raccolta e trasmissione delle domande
5) Annunciata in Italia la riforma fiscale alla tedesca
NOTIZIA IN EVIDENZA – 6) Versamento rateizzato a seguito di controllo automatizzato: posticipabile al 16 settembre 2020
NOTIZIA IN EVIDENZA – 7) Rateizzazione avvisi bonari: la rimessione in termini vale anche per la rata precedente
8) Note di variazione emesse dopo il fallimento

Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenzeVersamenti rateizzati a seguito di controllo automatizzato: posticipabile al 16 settembre 2020

E’ possibile versare entro il 16 settembre 2020 la rata scaduta il 31 gennaio 2020, che andava versata entro il 30 aprile 2020 per non decadere dalla rateizzazione.

La conferma arriva dall’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 259 del 11 agosto 2020, all’interpello posto dall’istante che, a seguito di quanto dispone l’art. 144 del D.l. 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio), ha chiesto di sapere se gli sia consentito effettuare il versamento della rata scaduta il 31 gennaio 2020 entro il più ampio termine del 16 settembre 2020.

Dal canto suo l’Agenzia ha condiviso la soluzione interpretativa data dal contribuente, aggiungendo che la rata scaduta il 30 aprile 2020, il cui versamento può essere effettuato entro il 16 settembre 2020, pur potendo essere rateizzata ulteriormente, non può beneficiare dell’ulteriore posticipo disposto dall’art. 15-ter, del Dpr n. 602 del 1973 nel caso in cui non sia versata (ossia il tardivo pagamento entro il termine di pagamento della rata successiva per evitare la decadenza); in base all’originario piano di ammortamento, infatti, alla data del 16 settembre 2020 sarà già decorso “il termine di pagamento della rata successiva” che non è stata interessata dalla proroga disposta dal comma 2 dell’articolo 144.

 

Versamenti rateizzati da avvisi bonari: la rimessione in termini vale anche per la rata precedente

La rimessione in termini, disposta dall’art. 144 del D.L. n. 34 del 2020 (Decreto Rilancio) per i versamenti scaduti nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 18 maggio 2020, si applica non solo al versamento della rata scaduta il 31 marzo 2020 – che può essere eseguito entro il più ampio termine del 16 settembre 2020 – ma, con un “effetto trascinamento”, anche al versamento della rata precedente (scaduta il 31 dicembre 2019) che, ai sensi dell’art. 15-ter del D.P.R. n. 602 del 1973, può essere versata entro il termine in cui può essere eseguito il pagamento della rata successiva e, quindi, anch’essa entro il 16 settembre 2020.

Tale soluzione, come osserva l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 260 del 11 agosto 2020, è peraltro in linea con la ratio di entrambe le norme, e dall’altra tende evitare che una temporanea difficoltà a rispettare il piano di rateizzazione delle somme dovute per definire una avviso bonario possa compromettere la definizione medesima.

Ovviamente, precisa ulteriormente l’Agenzia, il versamento entro il 16 settembre 2020 della rata scaduta il 31 dicembre 2019 resta un tardivo versamento e, pertanto, sono dovuti gli interessi e le sanzioni – che l’istante può versare in misura ridotta avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del Dlgs 18 dicembre 1997, n. 472 – mentre non si applicano le disposizioni di cui al comma 3 del citato articolo 144 (che consentono il versamento delle somme dovute in 4 rate di pari importo) – destinate ai soli versamenti la cui scadenza ordinaria è ricompresa nel periodo 8 marzo 31 maggio 2020.

Viene, infine, evidenziato che la rata scaduta il 31 marzo 2020, il cui versamento può essere effettuato entro il 16 settembre 2020, pur potendo essere rateizzata ulteriormente ai sensi del citato comma 3, non può beneficiare dell’ulteriore posticipo disposto dall’art. 15-ter, del Dpr n. 602 del 1973 nel caso in cui non sia versata (ossia del tardivo pagamento entro il termine di pagamento della rata successiva per evitare la decadenza); in base all’originario piano di ammortamento, infatti, alla data del 16 settembre 2020 sarà già decorso “il termine di pagamento della rata successiva” che non è stata interessata dalla proroga disposta dal comma 2 dell’articolo 144.

 

A cura di Vincenzo D’Andò

Mercoledì 12 Agosto 2020

 

Per proseguire nella lettura delle altre notizie del Diario Quotidiano, scarica il PDF sul tuo pc!

 

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it