Vendita beni usati fuori campo Iva - Diario quotidiano del 4 agosto 2020

Nel DQ del 4 Agosto 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Vendita beni usati fuori campo Iva
2) Commercialisti al TAR per il contributo a fondo perduto negato
3) Ecobonus al via: nuovi contributi per i veicoli a basse emissioni
4) Incasso canoni sugli immobili sequestrati: agli adempimenti IVA provvede l’amministratore giudiziario
5) Gestione separata liberi professionisti: cassetto previdenziale con maggiori servizi
6) Utilizzo di una parte del bonus fiscale con codice sbagliato poi restituito. Ok al residuo da scomputare con codice tributo esatto
7) Termini di versamento dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei valori di acquisto delle partecipazioni: restano immutati per i titoli posseduti alla data del 1° gennaio 2019
8) Quote di ingresso per tirocini formativi e corsi di formazione 2020/2022
9) Covid-19: disposizioni in materia di ingresso e transito nel territorio nazionale
10) Prassi di fisco del giorno: commercio elettronico indiretto; cessione strumenti marmo; esenzione Iva per gestione casa di riposo

1) Vendita beni usati fuori campo Iva

vendita beni usati

Vendita beni usati fuori dal campo Iva: da emettere solo la fattura per la provvigione.

L’impresa in regime forfettario che vende beni usati in nome e per conto di privati effettua operazioni fuori campo Iva, dovendo solo emettere nei confronti dei mandanti la fattura per la propria provvigione, trattenuta direttamente dal ricavato della vendita, senza l’addebito dell’Iva giacche’ si avvale del regime forfettario.

Chiarimenti dal Fisco

È questo uno dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate nella risposta n. 232 del 31 luglio 2020, rilasciata ad un contribuente titolare di un’agenzia d’affari che espone e vende al pubblico beni ricevuti in conto vendita da privati consumatori, a prezzo concordato.

Il contribuente ha evidenziato che per tale attività si avvale del regime forfetario di cui all’art. 1 della legge n. 190/2014 e che provvede ad annotare i beni ricevuti nel “registro giornale degli affari”.

All’atto della vendita, trattiene il 50% del ricavato e rilascia all’acquirente uno scontrino “esente Iva” emesso attraverso il registratore di cassa, mentre al proprietario del bene rilascia una ricevuta riportante gli elementi della vendita.

Nel caso di mancata vendita entro 60 giorni dall’affidamento, se il proprietario non provvede al ritiro dei beni entro 10 giorni, il contribuente ne acquisisce la proprietà a titolo gratuito e può disporne liberamente.

In relazione al connesso trattamento fiscale, l’agenzia ha, preliminarmente, osservato che l’attività in questione è soggetta a vigilanza, ai sensi dell’art. 115 del Rd n. 773/1931 (testo unico leggi di P.s.), con obbligo di tenere, in base all’art. 120, un registro giornale degli affari e di esporre la tabella delle operazioni con la tariffa dei compensi spettanti.

Poiché i c.d. mercatini dell’usato commerciano beni di terzi (ai quali è possibile risalire attraverso il cartellino di vendita e le annotazioni riportate nel predetto registro), la fattispecie viene classificata come cessione di beni di terzi secondo le regole del mandato con rappresentanza.

Assodato che il mandato viene conferito da soggetti privati, la cessione di un bene al cliente finale non è rilevante ai fini dell’Iva, può, quindi, essere documentata dal mandatario con una semplice quietanza; allo stesso modo potrà essere documentato il riversamento al mandante dell’importo pattuito, fermo l’obbligo di tenere traccia delle somme incassate e custodite conto terzi.

È, invece, rilevante ai fini Iva il compenso spettante al mandatario, il quale dovrà pertanto emettere fattura, ancorché senza addebito dell’imposta, nella fattispecie, poiché il contribuente si avvale del regime forfetario (motivo per cui la fattura potrà essere cartacea o elettronica).

Riguardo, infine, la cessione dei beni non ritirati dai proprietari, acquisiti e venduti in proprio dal contribuente, il relativo corrispettivo, anche se si avvale del regime forfetario, è soggetto agli obblighi di certificazione mediante registratore telematico oppure mediante la procedura di trasmissione telematica dei corrispettivi ed emissione del documento commerciale, salva la facoltà di emettere fattura.

Riguardo all’imposizione diretta, infine, l’agenzia chiarisce che la base imponibile del contribuente in regime forfetario è determinata applicando ai ricavi, corrispondenti alle provvigioni delle vendite in nome e per conto terzi e all’intero corrispettivo delle vendite in proprio, i coefficienti stabiliti dalla legge in relazione alla redditività presunta di ciascuna attività. In particolare, la provvigione trattenuta per le vendite in nome e per conto rappresenta il corrispettivo della prestazione di servizio resa dal mandatario al mandante.

A cura di Vincenzo D’Andò

Martedì 4 Agosto 2020

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