Scadenza della presentazione del Modello 730 e i termini relativi al conguaglio

Per l’anno 2020 la scadenza per la presentazione del modello 730 relativo all’anno 2019 è fissata per il 30 settembre. In questo articolo vediamo le tempistiche per gestire conguagli e acconti

Come è ben noto agli addetti ai lavori la dichiarazione relativa ai redditi conseguiti nel periodo di imposta dal contribuente può essere presentata, utilizzando il Modello n. 730/2020, nei termini previsti dalla norma vigente (entro la scadenza del 30 settembre) ed i centri di assistenza fiscale sono tenuti a trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni che sono state predisposte entro la data del 15 settembre.

Ciò vale per le dichiarazioni che sono state presentate da parte del contribuente a partire dal 16 luglio sino al 31 agosto oppure entro il 30 settembre di ciascun anno di imposta, per le dichiarazioni presentate dal contribuente a partire dal 1° sino al 30 settembre.

Per quanto riguarda le dichiarazioni integrative, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate deve avvenire entro la data del 10 novembre di ciascun anno.

È competenza dell’Agenzia delle Entrate provvedere a rendere disponibili ai sostituti d’imposta, in via telematica, entro dieci giorni a partire dalla data di ricezione, le relative comunicazioni.

Per quanto riguarda i sostituti d’imposta che non abbiano provveduto a richiedere l’abilitazione alla trasmissione in via telematica delle dichiarazioni le comunicazioni vengono rese disponibili attraverso un soggetto incaricato della trasmissione delle dichiarazioni in via telematica, di cui al comma 3, dell’articolo 3 D.P.R. n. 322/1998 e successive modificazioni, preventivamente indicato dal sostituto d’imposta all’Agenzia delle Entrate. Tale facoltà viene riconosciuta anche a favore dei sostituti d’imposta che siano abilitati ad operare la trasmissione telematica.

La scelta effettuata da parte del sostituto del soggetto contribuente, per il tramite del quale vengono rese disponibili le comunicazioni del risultato finale delle dichiarazioni, deve essere trasmessa in via telematica, entro il 16 marzo dell’anno di invio delle comunicazioni da parte dei CAF unitamente alle certificazioni di cui all’articolo 4, comma 6-ter del D.P.R. n. 322 del 1998 (“I soggetti indicati nel comma 1 rilasciano un’apposita certificazione unica anche ai fini dei contributi dovuti Decreto del Presidente della Repubblica del 22/07/1998 n. 322 all’Istituto nazionale per la previdenza sociale (I.N.P.S.) attestante l’ammontare complessivo delle dette somme e valori, l’ammontare delle ritenute operate, delle detrazioni di imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché gli altri dati stabiliti con il provvedimento amministrativo di approvazione dello schema di certificazione unica. La certificazione è unica anche ai fini dei contributi dovuti agli altri enti e casse previdenziali. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, emanato di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sono stabilite le relative modalità di attuazione. La certifica ione unica sostituisce quelle previste ai fini contributivi”).

Modello 730 e operazioni di conguaglio

L’elaborazione dei prospetti di liquidazione determina il momento in cui vengono effettivamente portate a termine le operazioni di conguaglio.

Le somme che sono risultanti a debito, in base al prospetto di liquidazione, vengono trattenute a carico della prima retribuzione utile ed in ogni caso sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione e quindi sono versate nel termine normativamente previsto. Nel caso in cui il sostituto d’imposta dovesse riscontrare che la retribuzione sulla quale deve essere effettuato il conguaglio sia insufficiente per il pagamento dell’importo complessivamente dovuto, dovrà trattenere la parte residuale dalle retribuzioni corrisposte nei periodi di paga immediatamente successivi dello stesso periodo d’imposta, applicando gli interessi stabiliti per il differimento di pagamento delle imposte sui redditi.

Per quanto invece riguarda le somme che dovessero risultare a credito esse dovranno essere rimborsate mediante una corrispondente riduzione delle ritenute che sono dovute da parte del dichiarante calcolate sulla base della prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione che risulta essere di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione, ovvero utilizzando, se necessario, l’ammontare complessivo delle ritenute che sono state operate da parte del medesimo sostituto.

Nel caso che anche l’ammontare complessivo delle ritenute risulti essere insufficiente a consentire il rimborso delle somme a credito, il sostituto rimborsa gli importi residui operando sulle ritenute d’acconto dei mesi successivi dello stesso periodo d’imposta.

Gli enti che erogano pensioni operano, a partire dal secondo mese successivo a quello di ricevimento dei dati del prospetto di liquidazione, le operazioni di conguaglio e versano le imposte nei termini che sono previsti per il versamento delle ritenute.

Nell’ambito dei conguagli che risultano essere derivanti dall’assistenza fiscale (di cui all’articolo 19, comma 1 del Decreto Ministeriale n. 164 del 1999 in base al quale “Le somme risultanti a debito dal prospetto di liquidazione sono trattenute sulla retribuzione di competenza del mese di luglio e sono versate nel termine previsto per il versamento delle ritenute di acconto del dichiarante relative alle stesse retribuzioni. Se nell’esecuzione delle operazioni di conguaglio il sostituto d’imposta riscontra che la retribuzione di competenza del mese di luglio risulta insufficiente per il pagamento dell’importo complessivamente risultante a debito, trattiene la parte residua dalle retribuzioni corrisposte nei periodi di paga immediatamente successivi dello stesso periodo d’imposta, applicando gli interessi stabiliti per il differimento di pagamento delle imposte sui redditi”), l’Agenzia delle Entrate, nelle Faq pubblicate sul sito istituzionale, conferma che sugli importi a debito, nel primo mese di conguaglio, non devono essere applicate sanzioni o interessi.

Nel caso di conguaglio conseguente alla rettifica di un Modello 730 che sia stato precedentemente trasmesso e che determina un maggior debito d’imposta dovranno essere applicati sull’importo dovuto gli interessi, nella misura dello 0,40% mensile, oltre alla sanzione per il tardivo versamento che si renderà applicabile nei confronti dell’autore della violazione (sanzione ridotta se si usufruisce del ravvedimento operoso). Nel caso in cui la retribuzione sia insufficiente le trattenute che devono essere operate dal sostituto d’imposta dovranno essere effettuate nei mesi successivi applicando l’interesse dello 0,40% mensile per il differito pagamento. La somma suddetta viene trattenuta dalla retribuzione e versata in aggiunta alle somme a cui fa riferimento.

Modello 730: gestione degli acconti d’imposta

L’importo della seconda, o unica rata di acconto, viene trattenuto sulla retribuzione corrisposta nel mese di novembre; se tale retribuzione dovesse risultare insufficiente, la parte residua, maggiorata dagli interessi previsti per il differimento dei pagamenti delle imposte sui redditi, verrà trattenuta dalla retribuzione che deve essere corrisposta nel mese di dicembre. In caso di ulteriore incapienza, il sostituto comunica al contribuente l’ammontare del debito residuo che lo stesso è tenuto a versare.

I contribuenti che scelgono di non effettuare il secondo o unico acconto o di volerlo effettuare in misura inferiore rispetto a quello indicato nel Modello 730-3 (avvalendosi delle disposizioni di cui all’articolo 4, comma 2, lettere b) e c) del Decreto Legge n. 69 del 1989, convertito con modificazioni dalla Legge n. 154/1989 – “Disposizioni urgenti in materia di IRPEF e versamento di acconto delle imposte sui redditi, determinazione forfettaria del reddito e dell’IVA, nuovi termini per la presentazione delle dichiarazioni da parte di determinate categorie di contribuenti, sanatoria d’irregolarità formali e di minori infrazioni, ampliamento degli imponibili e contenimento delle elusioni, nonché in materia di aliquote IVA e di tasse sulle concessioni governative”, secondo cui: “Le disposizioni concernenti gli interessi e la soprattassa per il caso di omesso, insufficiente o ritardato versamento degli acconti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell’imposta locale sui redditi non si applicano:….“b) in caso di insufficiente versamento della prima rata, se l’importo versato non è inferiore al 40 per cento della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso; c) in caso di omesso o insufficiente versamento della seconda rata, se l’importo versato come prima rata o quello complessivamente versato non è inferiore alla somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto in base alla dichiarazione relativa al periodo in corso”) lo devono comunicare al sostituto d’imposta, determinando, sotto la propria responsabilità, l’importo delle somme che ritengono dovute con apposita comunicazione da presentare al sostituto d’imposta entro il 10 ottobre.

24 Agosto 2020

Massimo Pipino

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