Il mancato versamento dello 0,40% non inficia il pagamento erariale - Diario Quotidiano del 7 Agosto 2020

Nel DQ del 7 Agosto 2020:
1) Superbonus e Sismabonus al 110%: firmato il Decreto Asseverazioni
2) Decreto agosto: dal lavoro al fisco e alla scuola. Bozza disponibile
3) Erogazione di un contributo a sostegno delle imprese di esercizio di spettacolo viaggiante
4) Stop all’accertamento induttivo (con studi di settore) che contesta le percentuali di ricarico
5) In salita le sanzioni in materia di remunerazioni e operazioni con parti correlate
6) Istruzioni per il prepensionamento dei lavoratori poligrafici
NOTIZIA IN EVIDENZA >b>7) In mancato versamento dello 0,40% non inficia il pagamento erariale
8) Nessun vantaggio fiscale indebito per la costituzione di due sub holding interamente partecipate
9) Interventi di riqualificazione energetica: Si alla cessione della detrazione al fornitore di energia elettrica
10) Richiesta di indennizzo al FIR: rilevano i redditi derivanti dal regime forfettario
11) La società che si trasferisce non perde il Bonus Sud
12) Bonus per l’acquisto di beni nuovi da destinare nelle strutture produttive ubicate nel Sud con “vincolo di connessione funzionale”

mancato versamento maggiorazione 0407) Il mancato versamento dello 0,40% non inficia il pagamento erariale

Il mancato pagamento della maggiorazione dello 0,40% non invalida il versamento all’Erario.

L’omesso versamento della maggiorazione costituisce solo un’ipotesi di pagamento parziale.

L’omesso versamento della sola maggiorazione nel più lungo termine costituisce pagamento parziale ma non determina la decadenza dal termine prorogato.

In particolare, il pagamento operato nei trenta giorni successivi alla prima scadenza è, in ogni caso, tempestivo, integrando l’omesso versamento della maggiorazione solo un’ipotesi di pagamento parziale.

La sanzione deve essere calcolata sulla sola differenza tra quanto versato (nella specie, l’importo originario dell’imposta) nel termine differito e quanto dovuto (l’importo dell’imposta più la maggiorazione).

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 16645 del 4 agosto 2020.

Invece, secondo l’Agenzia delle entrate, la possibilità per il contribuente di ritenere regolarmente assolto il versamento dell’acconto nei trenta giorni successivi sarebbe condizionata alla corresponsione di un maggior importo, in mancanza del quale né il pagamento è regolare, né si perfeziona la fattispecie di “sanatoria”, sicché la situazione realizzerebbe solo una tardiva inottemperanza dell’obbligo fiscale, da cui la sanzione ex art. 13 d.lgs. n. 471 del 1997 ancorata all’intera somma versata oltre il termine originariamente previsto.

Ma tale conclusione non è stata condivisa dalla Suprema corte.

Dunque, rileva la massima Corte, il riconoscimento degli interessi non integra nell’economia della disposizione una “condizione” per accedere al secondo termine ma solo il “corrispettivo” riconosciuto all’Ufficio a fronte del “vantaggio” per il contribuente individuato nel maggiore periodo concesso per il pagamento (nonché, correlativamente, della più lunga disponibilità di una somma spettante all’erario).

Una diversa conclusione, proseguono i giudici di legittimità, avrebbe richiesto una chiara ed esplicita indicazione normativa sì da far concludere che l’omesso versamento della maggiorazione determina la decadenza dal beneficio dell’estensione del termine.

Ne deriva che il pagamento operato nei trenta giorni successivi alla prima scadenza è, in ogni caso, tempestivo, integrando l’omesso versamento della maggiorazione solo un’ipotesi di pagamento parziale.

Mancato versamento dello 0,4%: ambito sanzionatorio

Tale esito, osservano i giudici supremi, indice sulla determinazione della sanzione che, pertanto, in forza dell’art. 13, comma 1, d.lgs. n. 471 del 1997 (per cui «chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti … è soggetto a sanzione amministrativa pari al trenta per cento di ogni importo non versato») deve essere calcolata sulla sola differenza tra quanto versato (nella specie, l’importo originario dell’imposta) nel termine differito e quanto dovuto (l’importo dell’imposta più la maggiorazione).

Le conclusioni della Cassazione

In conclusione la Corte di cassazione afferma il seguente principio di diritto:

«la maggiorazione di cui all’art. 17, comma 2, D.P.R. n. 435 del 2001, ratione temporis applicabile, ha natura di interessi corrispettivi dell’imposta dovuta a favore dell’erario a fronte del maggior periodo di giorni 30 concesso al contribuente per il pagamento, sicché l’omesso versamento della sola maggiorazione nel più lungo termine costituisce pagamento parziale ma non determina la decadenza dal termine prorogato».

A cura di Vincenzo D’Andò

Venerdì 7 Agosto 2020

Per proseguire nella lettura delle altre notizie del Diario Quotidiano, scarica il PDF sul tuo pc!

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it