Trasferimento del bonus edilizia e cessione dei crediti: precisazioni dell’Agenzia Entrate

L’Agenzia delle Entrate interviene con due risposte ad interpello, fornendo importanti chiarimenti in tema di trasferimento del bonus edilizia. Esaminiamole entrambe: cessione dell’immobile prima del sostenimento della spesa e trasmissione della detrazione all’acquirente; la cessione del Sisma Bonus

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Provvediamo ad una rapida analisi dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con le Risposte ad interpello n. 174/E (“Articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212 – Detrazione spese recupero patrimonio edilizio – Cessione dell’immobile prima del sostenimento della spesa – Trasmissione della detrazione all’acquirente – Esclusione”) in materia di trasferimento del bonus edilizia all’acquirente dell’immobile oggetto di interventi di recupero edilizio ex articolo 16-bis TUIR e 175/E del 10 giugno 2020 (“Detrazione per interventi di riduzione del rischio sismico – cessione del credito Articolo 16 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63”).

(Per approfondire…“Bonus edilizia: attenzione ai condomìni unipersonali”)

 

Detrazione spese recupero patrimonio edilizio – Cessione dell’immobile prima del sostenimento della spesa – Trasmissione della detrazione all’acquirente

Con la Risposta 174/E, l’Agenzia chiarisce che le spese che sono state sostenute per eseguire interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, recupero e restauro conservativo (così come definite dell’articolo 3, comma 1, lettere b), c) e d) del DPR n. 380/201 – TU dell’edilizia) e saldate da parte del venditore dell’immobile oggetto dell’intervento, dopo il rogito, non possono essere detratte né dal venditore, né dall’acquirente.

Il venditore che abbia effettuato l’ultimo versamento all’impresa, dopo il rogito, non ha infatti più titolo, né per usufruire del beneficio in via diretta, né per trasferirlo [è opportuno ricordare, infatti, che secondo il testo dell’articolo 16-bis TUIR:

“Dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento (attualmente 50 per cento) delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare (attualmente 96.000), sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi…..”].

Sottolineiamo il passaggio “contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi”.

Se i pagamenti a saldo dei lavori di recupero edilizio posti in essere sono effettuati dall’ex-proprietario costui non avrà quindi più il titolo idoneo per essere ammesso al beneficio (avendo ceduto il bene) mentre l’acquirente, che detiene il titolo sul bene recuperato, da un lato non ha partecipato alle spese, dall’altro, quando l’intervento è iniziato, non disponeva del titolo sul bene.

Solo nel caso in cui l’immobile venga alienato in data successiva al pagamento delle spese di recupero edilizio, la detrazione eventualmente non utilizzata, in tutto o in parte, dall’alienante può essere trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo, all’acquirente.

Nel caso prospettato, la parte venditrice, non essendo più proprietaria dell’immobile al momento del pagamento delle spese relative ai lavori, non aveva titolo per usufruire del beneficio fiscale, oggetto degli interventi di ristrutturazione né, di conseguenza, avrebbe potuto trasferirlo.

 

Cessione del credito da Sismabonus

Con la Risposta n.175 del 10 giugno 2020 (titolata “Detrazione per interventi di riduzione del rischio sismico – cessione del credito Articolo 16 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63”) l’Agenzia delle Entrate è tornata sul tema rappresentato dalla cessione dei crediti di imposta, nel caso di specie derivanti da “Sismabonus”, di cui all’articolo 16 del Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63, per confermare, nuovamente che è possibile cedere il credito derivante dalla detrazione all’impresa che effettua i lavori sulle parti comuni condominiali, nonostante il beneficiario della detrazione ne sia amministratore delegato.

La…

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