Tax free shopping: le condizioni da rispettare per l'agevolazione- Diario Quotidiano del 17 Luglio 2020

Nel DQ del 17 Luglio 2020:
1) Spettacolo teatrale annullato per Covid: rinuncia al rimborso, applicabilità dell’Art bonus
2) La guardia medica è tenuta ad aprirsi la partita Iva con emissione di fattura all’ASL
3) Fatturazione elettronica: il Garante della privacy chiarisce l’ultimo parere reso
4) Cassa integrazione in deroga: criteri di calcolo delle settimane
5) Indice TFR del mese di giugno 2020 a quota 0,75
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7) Decreto Rilancio convertito in Legge, principali novità
8) Diritto societario: Sindacabilità delle scelte degli amministratori
9) Contabilità: modifica del metodo di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali per il Covid-19
10) Iscrizione di ipoteca e “periculum in mora”

tax free shopping6) Tax free shopping: le condizioni da rispettare riepilogate dalle Entrate

Tax free shopping: per determinare se la soglia di valore (154,94 euro, IVA inclusa) sia stata superata occorre basarsi “sul valore di fattura”.

Il valore aggregato di diversi beni può essere usato soltanto se tutti i beni figurano nella stessa fattura, rilasciata dallo stesso soggetto passivo che fornisce i beni allo stesso cliente.

Il punto sulla tax free shopping viene chiarito dall’Agenzia delle entrate nella risposta (rubricata come principio di diritto) n. 8 del 16 luglio 2020.

Si ricorda che l’articolo 147 della direttiva del Consiglio 28 novembre2006, n. 2006/112/CE, cui l’articolo 38-quater del D.P.R. 633/1972 dà attuazione in Italia, si riferisce sempre alla “cessione” dei beni con le dovute caratteristiche.

Per cui il valore di 154,94 euro, anche derivante da molteplici beni compravenduti tra gli stessi soggetti, non può riferirsi a più cessioni (compravendite avvenute in momenti diversi), seppure documentate con un’unica fattura.

L’articolo 38-quater del citati DPR n 633/1972 consente ai soggetti che effettuano attività di commercio al dettaglio di non applicare l’IVA, a favore dei turisti extra UE che effettuano nel territorio dello Stato acquisti di beni.

Si riconosce ai privati consumatori domiciliati o residenti in paesi extracomunitari la possibilità di acquistare in Italia beni per uso personale all’interno del proprio bagaglio per un importo superiore a 154,94 euro (IVA compresa) senza dover corrispondere la relativa imposta o in caso di pagamento dell’imposta, con diritto al successivo rimborso.

Tale agevolazione può essere riconosciuta dall’esercente l’attività di commercio al dettaglio in due diversi modi:

  • detassando la cessione, ovvero emettendo fattura direttamente senza applicazione dell’IVA (comma 1, art. 38-quater DPR 633/72);
     
  • applicando l’IVA in fattura con successivo rimborso a favore del cessionario, a cura direttamente del cedente o tramite società Tax Free (comma 2, art. 38-quater DPR 633/72).

Nel contesto viene messo a disposizione OTELLO (Online Tax Refund at Exit: Light Lane Optimization), ovvero il sistema messo a punto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per digitalizzare il processo di apposizione del “visto doganale” sulla fattura tax free, al fine di avere diritto allo sgravio diretto o al rimborso successivo dell’IVA gravante sui beni acquistati sul territorio nazionale da soggetti domiciliati o residenti fuori dall’UE.

Dal 1° settembre 2018 è obbligatorio emettere le fatture tax free in modalità elettronica e l’apposizione del visto doganale su tali fatture avviene, nei punti di uscita nazionali, esclusivamente per via digitale attraverso OTELLO.

 

Tax free shopping: il punto dell’Agenzia delle entrate

Per le cessioni di beni, di importo superiore a 154,94 euro (IVA inclusa), da trasportare nei bagagli personali dei viaggiatori domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, trova applicazione l’articolo 38-quater del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA).

Volendo sintetizzare le diverse previsioni normative ed i molteplici documenti di prassi intervenuti sul punto nel corso del tempo, conformemente a quanto già precisato nel principio di diritto n. 25, pubblicato il 2 dicembre 2019, si ha che:

1) cessionari possono essere solo coloro che risultino domiciliati o residenti fuori dalla UE e che non siano soggetti passivi d’imposta nel loro Paese;

2) non vi sono specifiche limitazioni in ordine alla qualificazione soggettiva dei soggetti passivi cedenti (ad es. commercianti al minuto in locali aperti al pubblico),che tuttavia restano soggetti distinti dalla figura dell’intermediario che può eseguire il rimborso in luogo del cedente;

3) i beni devono essere destinati all’uso personale o familiare del viaggiatore ed «essere privi, in via generale, di qualsiasi interesse commerciale» (cfr….

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